martedì 29 novembre 2011

"B" come Bottarga






Che cos'è la bottarga??



Furono gli arabi durante la loro dominazione ad introdurre nella nostra cucina la bottarga: le salate e stagionate uova di muggine o di tonno. 


La tradizione culinaria sarda iniziò ad adottare questo cibo inusuale come una sorta di caviale mediterraneo e a trasformarlo in uno dei più tipici e ricercati prodotti ittici locali.


Polvere d'oro che profuma di mare, risulta come un nettare color ambra, regalato alle tavole dei buongustai da Nettuno o per meglio dire dalla natura che molto spesso ci offre dei doni inaspettati.


Perché, e dalle migliaia di uova prodotte da ogni femmina di muggine o di tonno, che nasce la bottarga, una delle più prelibate leccornie gastronomiche tipiche della Sardegna:
Uova salate, compresse e essiccate.


Tra la fine dell'estate e gli inizi dell'autunno, i pescatori vanno per mare in cerca di cefali, e tra le femmine dei fianchi argentati pescano soltanto quelle più grosse con la caratteristica palpebra adiposa, servirà per incidere il ventre ed estrarne uova. 


Inizia così la preparazione della bottarga:


1.  Salagione: le uova fresche del tonno vengono salate esclusivamente con sale marino.


2. Pressatura: sotto delle asticelle di legno, le uova vengono messe sotto pressione in un locale ben areato.


 3. Lavaggio:  abbondantemente con acqua corrente pulita.


4. Asciugatura: la bottarga viene asciugata per procedere poi alla sua stagionatura.


5. Stagionatura:  in locali freschi e ben areati.



Questa preziosissima ghiottoneria, è prodotta sia in Europa sia in Giappone, principalmente nelle coste del Mediterraneo, del Pacifico e dell'Atlantico.
Ha il colore dell'oro vecchio, ambrato; al tatto è soda e compatta e se quella di tonno ha un sapore più marinaro, quella di muggine ha un gusto fino e delicato che talvolta crea la differenza.

Questo è un prodotto di origine povera che non manca mai sui piatti dei più prestigiosi banchetti, delle tavole più importanti dove si festeggiano cerimonie di rito.

Il suo segreto?? La sua lavorazione millenaria tramandata di generazione in generazione. Sempre uguale, immutata. E' ancora quella, porta con sè il sapore di un passato lontano.





mercoledì 16 novembre 2011



Oggi mi piacerebbe parlare di un cereale, 
chi si è già iscritto alla mia lista, sicuramente avrà anche già letto il mio e-book su come nutrirsi bene e fare in modo che la nostra alimentazione sia equilibrata ed energetica (se ti interessa il mio ebook GRATIS clicca quì per scaricarlo); e per farlo dovresti mangiare almeno una volta al giorno un cereale.
Bene, sorvolando i soliti cereali che tutti noi conosciamo, oggi vorrei parlarti dell’amaranto.


Anche se non è un vero e proprio cereale visto che appartiene alla famiglia delle amarantacee che comprende più di 500 specie è un alimento dall’alto valore nutrizionale che cresce anche in terreni poveri e in condizioni di siccità. Queste e altre sue caratteristiche lo rendono molto rinomato e prezioso per la dieta quotidiana.
Ha un elevato quantitativo di proteine di altissima qualità e assimilabilità.
Ha moltissima lisina, un aminoacido essenziale di cui i cereali (come il frumento e molti tipi di grano) sono invece poveri, ha un elevato contenuto di calcio, magnesio, ferro e vitamina C, importanti per bambini, adolescenti, donne in gravidanza e per chi fa attività fisica pesante.
In percentuale contiene più calcio, magnesio e silicio del latte.
E' privo di glutine il quale lo rende molto gradito a chi ha l’intestino delicato e problemi di celiachia.

lunedì 14 novembre 2011

Loro mi ritengono pazzo perché non sono disposto a vendere i miei giorni in cambio di oro... e io ritengo loro pazzi perché pensano che i miei giorni possano avere un prezzo!!!




Credo che la vera richezza di oggi, non siano i soldi ma bensì il tempo.

La sicurezza economica, specialmente di questi tempi  è importante, ma avere tempo a disposizione per se stessi o per la propria famiglia, è tutta un'altra cosa.

Lavoro molto e dedico tanto tempo prezioso alla mia azienda, sono soddisfatto e lo faccio con cuore, la mia azienda mi ricompensa bene, ma la vera essenza come diceva qualche saggio è:
"se perdi del denaro puoi sempre rifarlo, se perdi tempo quello non ci sarà nessuno in grado di ri-dartelo"
 Ci sono molti detti sul tempo, e molti di più sul denaro legato al tempo. Personalmente credo che sia ora di cambiare, cambiare approccio con il nostro mondo, capire che ci sono cose utili e cose meno, il tempo è una di quelle a cui non si può far a meno.


Il tempo è denaro, quindi stare sul divano non fa di certo diventare ricchi!! All'opposto stare 12-14-16 ore al lavoro fa diventare poveri spiritualmente e sempre più soli, e allora come gestirlo??

Credo che aver più tempo non voglia dire "stravacarsi" nel divano ma bensì trovare del tempo per crearsi degli hobby, sembra facile ma prova tu ad elencare 5 e dico solo 5 veri hobby che veramente ti appassionano!! Difficile vero, forse non hai mai pensato in questi termini, ma le persone che hanno molto tempo libero solitamente hanno pochissimi hobby e risultano indolenti e poco capaci,  chi invece ha poco tempo riesce a coltivarli a malapena e solo di sfuggita, ma gli dedica tantissima energia.

come dire: "chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane"



Parlare di hobby sarebbe molto bello e interessante ma sicuramente sarebbe un argomento infinito, la cosa di cui invece voglio parlare è di come organizzare il tempo.

Organizzare il tempo non è affatto difficile, la cosa veramente laboriosa è ri-organizzare noi stessi capendo che cellulare, computer, facebook, internet e altre simil tecnologie, ci portano via il nostro tempo; quante volte non sapendo cosa fare accendiamo il computer, stiamo su una pagina o su un sito per più di un ora e una volta finito ci ritroviamo vuoti e non appagati?? Quel sito, quel film alla tv non ci ha trasmesso nulla di costruttivo, ma allora come valorizzare la nostra vita?

domenica 13 novembre 2011

L'oro bianco del mondo





Il sale da cucina, cloruro di sodio, è definito il condimento per eccellenza, sinonimo di gusto e sapore. Provate a pensare su quanti cibi si mette il sale. Esso non è solo un condimento ma una vera e propria istituzione.

Con una storia che supera guerra e rivoluzioni portandoci molto indietro nel tempo... Con esso, si preparano farmaci, si tingono tessuti, si conservano le vivande. E questi non sono che pochi esempi.

La sua storia è qualcosa che trascende i limiti che noi ci poniamo, esiste fin dai tempi di Omero e Platone.

Sotto il segno del sale sono sorte antiche e magnifiche città (Venezia) e sono state tracciate le prime strade. Ne esistono molte tipologie a partire dal rinomato "Fleur de Sel" (Fior di Sale) vero e proprio condimento pregiato. Questo è un sale marino artigianale consiste in una brina di "giovani cristalli" che si formano naturalmente sulla superficie delle saline.

In estate viene raccolto quotidianamente, a mano, tutti i giorni in piccole quantità. Naturalmente candido viene anche chiamato "il caviale del sale", e noi chef lo apprezziamo moltissimo.

Un altro tipo molto ricercato è il Sale Rosa dell'Himalaya dal sapore molto equilibrato. Viene estratto a mano tra le rocce ai piedi del monte Tibet. Non contiene additivi, i suoi purissimi minerali e oligoelementi sono nutrienti che riequilibrano il nostro organismo senza invaderlo.
Io e Sabri alle Salinas
di Formentera

Gli effetti benefici di questo sale cristallino sono molteplici tra cui: il riequilibrio del ph cutaneo e rassodante per la pelle, cura le affezioni renali, dentali e molte altre.

Questo ingrediente è innanzitutto un esaltatore di sapidità usato in tutti i paesi del mondo, viene sfruttato dall'industria alimentare come conservante di cibi e come ingrediente.

lunedì 7 novembre 2011

Gelatina di frutta


La gelatina si può fare con qualsiasi frutto; il concetto base è quello di ricavarne il succo e cuocerlo con una adeguata quantità di zucchero.

C'è però un problema: non tutta la frutta contiene PECTINA (che è il gelificante naturale...) o, se la contiene, le percentuali sono diverse.

Questo elenco aiuta a capire le varie categorie di frutta, le loro percentuale di pectina e il loro grado di acidità.


  • mele, more, ribes rosso, uva spina, limoni, arance, prugne acerbe, è frutta ricca di pectina e notevolmente acida;
  • prugne mature e ciliegie dolci sono ricche di pectina ma poco acide,
  • fragole, uva, albicocche, amare è frutta povera di pectina, anche se discretamente acida
  • lamponi, pesche, fichi, pere e, in genere, tutta la frutta matura è povera di pectina e non acida

L'integratore di pectina è la mela acerba (bucce e torsoli in primo luogo); il correttore di acidità è il limone (tutto). Per ottenere una base ricca di pectina fare cuocere a fuoco basso e con poca acqua per trenta quaranta minuti, le mele con la buccia e il torsolo, tagliate a pezzettoni grandi, far raffreddare e passare al colino con maglia fitta. Si ottiene una purea molto molle che è un concentrato di pectina da aggiungere al succo di frutta e alla zucchero prima della cottura finale.